Psicologisti - Atlanta

La prima volta al NASP

Atlanta è una città senza capo né coda, come molte centri americani delle sue dimensioni. La sede della CNN, The World of Coca Cola, una ruota panoramica, l’acquario “più bello e più grande del mondo”, la casa di Margareth Mitchell e quella dov’è nato Martin Luther King. Altro non ho trovato, o non ho saputo trovare.
La cinquantunesima edizione del congresso dell’associazione americana degli psicologi scolastici (NASP – National Association of School Psychologists) si è tenuta qui, dal 26 febbraio al 1 marzo, nella città che tutti ricordiamo per venire incendiata dai nordisti in Via col vento (e nella realtà storica: la fenice che risorge dalle ceneri è il suo simbolo) e per avere scippato ad Atene, nel 1996, il privilegio di ospitare i giochi olimpici cent’anni dopo la loro prima edizione (Coca Cola e CNN ebbero maggiore potere di Pindaro e del Partenone).

NASP 2019 Atlanta.

È anche il mio primo NASP: in questi trent’anni sono stato più volte all’APA (il convegno annuale degli psicologi americani), ma mai al NASP. Curiosità e aspettative erano quindi molto elevate. Ma cosa si va a fare a un convegno del genere, prendendosi la briga di fare tredici ore di viaggio e di vivere con due o tre di sfasamento rispetto a chi ti sta intorno? Beh, innanzitutto ‒ in qualità di editore di test ‒ incontrare gli editori di test americani. Fonte principale, a livello globale, della produzione di test psicologi. Ci si incontra a pranzo, a colazione (abitudine tipicamente americana), o allo stand dell’editore. Ci sono tutti: PAR, WPS (con la quale si è anche parlato della distribuzione della Griffiths III negli USA), Pearson, MHS, PRO-ED, Riverside, Stoelting, ATP. Novità? Non molte: qualche nuova edizione di classici (la Bayley 4 sarà pronta quest’estate), alcuni test originali e di un qualche interesse che mi sto studiando.

NASP 2019 Atlanta. Spazio espositori.

La seconda ragione che mi ha portato al NASP è stata avere una panoramica dei prodotti che l’editoria psicologica americana offre al mondo scolastico. Non c’erano solo editori di test, infatti, ma anche editori di libri, quali Wiley, Guilford, Routledge e Springer, e soprattutto di materiali per gli insegnanti, alcuni molto interessanti. Si va dal kit per trattare in classe i problemi comportamentali, ai libretti plastificati di quattro pagine con tutto, proprio tutto quello che devi sapere su un certo tema di “didattica speciale”: autismo, plusdotazione, ADHD, DSA ecc. Dei veri bignami a uso degli insegnanti. Difficile dire se tali prodotti siano adatti al contesto scolastico italiano: da noi non esiste una figura di psicologo scolastico così strutturata e abbiamo un modello didattico inclusivo che rende complesso un programma di apprendimento differenziato. Questo comporta che molti materiali non siano ‒ aldilà della loro qualità e utilità intrinseche ‒ immediatamente trasferibili alla realtà delle nostre scuole. È troppo presto per dire se questa mia prima esplorazione sortirà qualche cosa di buono. Lo vedremo nei prossimi mesi. Ma il NASP è ovviamente e soprattutto l’attività associativa e gli innumerevoli simposi e seminari che si sono avvicendati nelle sale dei due enormi hotel nei quali si è tenuto il convegno. Oltre tremila convenuti (in grandissima parte donne) hanno affollato con entusiasmo i foyer, la exhibit hall e la grande sala che ha ospitato la keynote lecture di Michael Bonner, insegnante di scuola primaria eletto “maestro dell’anno” dai suoi colleghi, su come sia riuscito a fare della propria didattica un modello per gli insegnanti di tutto il paese (per farsi autografare una copia del suo libro Get Up or Give Up: How I Almost Gave Up on Teaching, si è formata una coda di una ventina di metri). La conferenza di Bonner è stata preceduta dall’apertura formale del convegno: con un bell’arrangiamento jazz (del resto eravamo ad Atlanta!), un’orchestra di fiati ha suonato God bless America alla platea dei tremila patriotticamente in piedi. Fuori pioveva sui tronfi grattacieli di downtown e sulle vecchie case con giardino della mid-class nera in Auburn Avenue, dove Martin Luther King trascorse la sua adolescenza, preservate a futura memoria dal National Park Service. I tanti senzatetto che si trascinano sui marciapiedi o si accoccolano negli anditi più riparati dei giardini parevano indifferenti tanto agli uni che alle altre.

Jacopo Tarantino

Amministratore Delegato di Hogrefe Editore è appassionato di libri, viaggi e soldatini di piombo. Si occupa da oltre trent'anni di editoria.

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