Psicologisti - Linee guida APA test a distanza

Linee guida APA per la valutazione a distanza

La professione dello psicologo che si basa sull’incontro, la discussione, la condivisione di uno spazio fisico e di materiale di lavoro risente pesantemente delle attuali restrizioni sul contatto interpersonale finalizzate ad evitare la diffusione della COVID-19. 
Ambienti da sanificare, dispositivi da sterilizzare… I professionisti si trovano di fronte ad una situazione che è al contempo nuova e di emergenza, e l’incertezza è grande.

Alcuni indicazioni relative allo svolgimento a distanza dell’attività terapeutica e di supporto psicologico sono circolate e alcuni professionisti del settore stanno iniziando a condividere la propria esperienza.
Ci sono state invece meno indicazioni per quanto riguarda la valutazione psicologica. 

È relativamente facile sfruttare le piattaforme per il testing on line che già da anni sono a disposizione dei professionisti di questo settore. Inviare ad un paziente il link ad un questionario e scaricare il report e il dettaglio delle risposte per poterne valutare clinicamente i risultati dovrebbe essere una procedura comune per molti professionisti. 
Più difficile e incerta è la situazione relativamente all’assessment standardizzato che richiede un contatto di persona, come per i test di performance, che necessitano della manipolazione di materiali. Valutazioni di tipo cognitivo, neuropsicologico o dei disturbi dello spettro dell’autismo risentono particolarmente delle restrizioni imposte dall’attuale situazione. Queste hanno da sempre fatto affidamento su compiti e procedure che richiedono un’interazione in presenza, la manipolazione di materiale fisico, uno scambio standardizzato tra clinico e paziente e l’osservazione clinica delle persone nel loro ambiente naturale. 

Tutto questo adesso non è possibile e non lo sarà, presumibilmente, anche nel prossimo futuro. 

In considerazione di questa condizione di difficoltà l’American Psychological Association (APA) ha messo a disposizione, molto recentemente, delle linee guida per aiutare coloro che svolgono valutazioni psicologiche in condizioni di limitazione del contatto fisico. Queste si pongono l’obiettivo di garantire una certa continuità della presa in carico e dei servizi necessari, in questo periodo senza precedenti. 
È l’ennesima indicazione che proviene dal contesto americano, ma in attesa che siano disponibili linee guida a livello locale, perché non prendere spunto da queste per cominciare a capire come potersi rimettere al lavoro?

L’idea di base di queste linee guida è che in questo momento bisogna sfruttare le risorse tecnologiche e orientarsi verso il testing on line o comunque per via telematica. Nonostante non ci sia un sufficiente corpo di ricerche che garantisca l’equivalenza della somministrazione a distanza rispetto a quella in presenza, sostanzialmente la situazione attuale non lascia altra scelta. Vanno però adottate delle accortezze ed è per questo che l’APA propone sei indicazioni generali.
  
1. Non compromettere la sicurezza del test

Inviare ai propri pazienti per via telematica i materiali di un test, come libretti o questionari, non è una soluzione fattibile in queste circostanze, se non dopo aver ricevuto l’approvazione dell’editore. La circolazione non autorizzata di materiale riservato è sempre da evitare e non permette al clinico di controllare chi e come accede ai materiali. 
È consigliabile dunque cercare modi approvati per poter rendere visualizzabile a distanza ciò che si mostrerebbe nella situazione di testing in presenza. 

2. Fare il meglio possibile con ciò che si ha a disposizione

È importante conoscere le risorse che la tecnologia mette a disposizione e ragionare su come utilizzarle al meglio per rispondere alle attuali necessità. Va tenuta in considerazione la specifica condizione di ogni paziente: età (adulti, bambini), stato di salute, eventuale disabilità fisica, accessibilità alla situazione di test ecc. 
È necessario riflettere sulla durata delle sessioni on line e tararne il contenuto e l’articolazione anche in riferimento alle caratteristiche personali del paziente e alle sue preferenze. 
L’obiettivo di tutto questo è tenere la situazione di testing a distanza il più possibile vicina alla pratica clinica tradizionale, valutando anche l’opportunità di intrecciare momenti di discussione e confronto in via telematica alla richiesta di svolgere test e prove, in modo da poter costruire e mantenere il rapporto tra clinico e paziente.

3. Prestare molta attenzione alla qualità dei dati

Conoscere bene i test che si propongono consente di poter valutare anche come la somministrazione e i risultati di questi potrebbero essere influenzati dalla modalità di presentazione a distanza. 
Idealmente, compiti verbali in cui è necessario ascoltare e rispondere potrebbero risentire meno del mezzo di presentazione alternativo rispetto a compiti non verbali. 
È opportuno valutare quanto la validità dei risultati potrebbe esserne influenzata dalla modalità di presentazione e se le conclusioni che su questi si basano potrebbero non riflettere le abilità o il funzionamento individuale. 

4. Pensare in modo critico alla sostituzione di test e subtest

Alcuni test non possono materialmente essere replicati in un setting di interazione a distanza, perché ad esempio richiedono la manipolazione di materiale o la necessità di osservare allo stesso tempo il soggetto durante lo svolgimento della prova e il materiale stesso. 
In questi casi si consiglia di effettuare delle sostituzioni ricercando test che maggiormente si prestano alla somministrazione on line e che indagano le stesse aree di funzionamento. 

5. Ampliare gli intervalli di confidenza nel momento in cui si prendono decisioni cliniche e si delineano delle conclusioni

Qualsiasi decisione di tipo clinico non si basa sul risultato di uno o più test, ma sulla professionalità dello psicologo che deve essere in grado di integrare le indicazioni derivate dalla somministrazione delle prove alle informazioni che ha raccolto tramite l’osservazione, il colloquio, l’anamnesi e altri fonti, quando disponibili.
Qualora si utilizzino dati raccolti attraverso somministrazioni non standardizzate, questo aumenta il margine di errore e dunque ha necessariamente un’implicazione nell’interpretazione dei risultati raccolti. 

6. Mantenere gli stessi standard di cura etici dei sevizi tradizionali di valutazione psicologica

Il codice etico dell’APA si basa su fare del bene, evitare il danno e essere onesti e corretti nello svolgimento della professione di psicologo. Questi principi devono rimanere intatti in tempo di crisi.
È necessario informare il paziente in modo chiaro e trasparente delle procedure che si intende proporre e discutere delle potenziali difficoltà che il testing a distanza può presentare. 

Queste le indicazioni dell’APA. Senza dubbio non risolveranno tutti i dubbi che gli psicologi hanno in questo momento, ma qualche spunto utile penso lo possano dare.
Nell’ambito del testing a distanza, una soluzione più immediata e praticabile è orientarsi verso test di cui è già disponibile e consolidata la possibilità di una somministrazione on line, piuttosto che pensare di adattare un  test specificamente pensato per un contesto classico di interazione, dovendo necessariamente fronteggiare dubbi circa l’attendibilità e la validità dei dati ottenuti. 
L’importante è conoscere bene il costrutto che si intende misurare e informarsi su tutti gli strumenti di valutazione a disposizione per quell’ambito.
Non è una situazione semplice, ma troveremo una soluzione.

Sara Zaccaria

Sara Zaccaria

Psicologa e psicoterapeuta, ha coniugato la passione per i libri e quella per la psicologia occupandosi dello sviluppo editoriale per Hogrefe Editore e svolgendo attività libero professionale con bambini e adulti.

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