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Portiamo PICCOLO in Italia

Questo è un dietro le quinte retroattivo, nel senso che vuole raccontare una storia iniziata otto mesi fa (quasi il tempo di una gravidanza). Per di più, ha come tema un test con un acronimo per noi italiani assolutamente “parlante”, evidente omaggio degli autori alla nostra lingua – e in effetti, il suo scioglimento (Parenting Interactions with Children: Checklist of Observation Linked to Outcomes Interactions with Children: Checklist of Observation Linked to Outcomes) testimonia dello sforzo degli autori (Lori A. Roggman, Gina A. Cook, Mark S. Innocenti, Vonda J. Norman e Katie Christiansen) di trovare un nome italiano per il loro test –, cosa che da sola giustificava il nostro di sforzo, quello per acquisirne i diritti per l’Italia. È stato infatti a ottobre dell’anno scorso che per la prima volta ho sentito parlare di PICCOLO, una checklist che pone al centro dell’indagine clinica i genitori, come questi possano supportare lo sviluppo cognitivo, sociale e linguistico del proprio… piccolo.  Era pochi giorni prima di partire per Francoforte, per la fiera del libro, dove avrei incontrato Brookes, un editore americano con un bellissimo catalogo (incluso PICCOLO), ma difficilissimo da “agganciare” (le ragioni del mio incontro con Brookes riguardavano altre due opere sulle quali la discussione sull’acquisizione dei diritti, iniziata ben prima di quella relativa a PICCOLO, non si è ancora conclusa).

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Brookes aveva comunicato all’ufficio diritti di Hogrefe in Germania che esisteva una traduzione italiana di PICCOLO a fini di ricerca: l’editore aveva dato a Rosario Montirosso, psicologo presso l’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini, l’autorizzazione a tradurre il test e a raccogliere dati a fini di ricerca. È stato solo in gennaio che Brookes mi ha dato il via libera ufficiale per contattare l’autore italiano (cosa che avevo naturalmente già fatto…). Gli editori anglosassoni seguono proprie procedure dalle quali derogano difficilmente, arrivando al paradosso di differire l’avvio di un rapporto economico che per loro è in ogni caso a costo zero. Oppure è semplice confusione organizzativa.

Comunque stessero le cose, una mattina presto di febbraio ho preso il trenino delle Ferrovie Nord alla stazione Cadorna di Milano diretto a Merone, borgo brianzolo a pochi chilometri da Bosisio. Era una giornata che già preannunciava la primavera, e di là dal finestrino scorrevano sotto un cielo trasparente che iniziava a scaldare la poca neve rimasta sulla massicciata dei binari le architetture industriali del Politecnico, quelle di vecchie fabbriche dismesse, palazzi di periferia con i balconi affacciati sulla ferrovia, casette con fazzoletti di giardino, i primi paesi dell’hinterland milanese, passaggi a livello e file di auto in paziente attesa, e finalmente boschetti, prati scoscesi, un laghetto e, a chiudere l’orizzonte, il crinale seghettato del Resegone a rievocare i luoghi di Renzo e Lucia.

Quindici minuti d’auto ed eccomi a Bosisio, seduto a un tavolo nella sede dell’Associazione Nostra Famiglia, con Rosario Montirosso, Giovanni Barbesino, Responsabile Comunicazione dell’Istituto Medea, e Renzo Baldo, Responsabile Amministrativo della Ricerca: cosa fare di PICCOLO? Quando un autore ha un permesso di traduzione di un test a fini di ricerca, è fondamentale, anche se il rapporto con il detentore dei diritti (cioè l’editore dell’edizione originale) è diretto e procede per canali formali propri (Brookes si sarebbe limitata a “imporci” che la traduzione da utilizzare per l’edizione Italiana fosse quella, da loro già ufficializzata, di Montirosso), che questi (l’autore italiano) sia pienamente d’accordo di affidare il suo lavoro a noi. Se non è così PICCOLO non lo facciamo. Questo è stato l’obiettivo dell’incontro di Bosisio, e quello ne è stato l’esito: l’accordo di massima fra Hogrefe, il dott. Montirosso e l’IRCCS Eugenio Medea, sezione di ricerca dell’Associazione Nostra Famiglia, presso il quale l’autore italiano di PICCOLO lavora.

A quel punto, da parte nostra il contratto con Brookes poteva essere firmato… se Brookes avesse inviato una bozza di contratto. Impegnata in congressi e fiere del libro varie, la mia interlocutrice in Brookes ha impiegato altri due mesi per farmi avere qualcosa. Un altro mese è trascorso per definire il modello di vendita, cosa cartaceo e cosa come PDF scaricabile. Alla fine ecco il contratto firmato e adesso non c’è che da attendere che si concludano il processo di validazione e standardizzazione e programmare l’uscita di PICCOLO sul mercato italiano.

Scrivo questo pezzo seduto a un tavolo di un ristorante torinese, che condivido con una coppia di signori anziani dai movimenti cauti. Adesso che ho sessant’anni li osservo con occhio prospettico e penso a un test che nel nome esplicita l’infanzia e l’età dei giochi.

Jacopo Tarantino

Amministratore Delegato di Hogrefe Editore è appassionato di libri, viaggi e soldatini di piombo. Si occupa da oltre trent'anni di editoria.

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