Psicologisti - Stranger things

Stranger Things

Michael (Mike), Dustin, Lucas e William (Willy), sono quattro amici dodicenni che vivono negli USA negli anni ’80 del secolo scorso.
Lucas è un ragazzo di colore, talvolta vittima di pregiudizi razzisti; Dustin è affetto da una malattia ereditaria, la disostosi cleidocranica, che lo porta a non avere i denti e per questo a essere preso di mira da alcuni bulli della scuola; Mike è sognatore e gentile e cerca di nascondere una grande insicurezza; Willy è molto timido e sensibile, profondamente legato alla madre (brillantemente interpretata da Winona Ryder) e al fratello maggiore, specie dopo che il padre li ha abbandonati e se ne è andato con una donna più giovane.


I quattro, stanno giocando appassionatamente a Dungeons and Dragons a casa Mike, ma la mamma li interrompe imponendo loro di andare a dormire; così a malincuore i ragazzi si salutano per tornare a casa in sella alle inseparabili bici. Willy però, sulla via del ritorno sarà vittima di un inspiegabile evento che lo porta a scomparire nel nulla. Nel frattempo, in un laboratorio misterioso, uno scienziato è vittima di una spaventosa creatura e nel trambusto generale, una ragazzina con un camice e i capelli rasati approfitta per fuggire trovando salvezza in un ristorante.

Iniziano così le avventure in Stranger Things, una serie televisiva di fantascienza che mette insieme tanti ingredienti che non hanno a che fare solo con la fantascienza ma anche con l’amicizia, l’accettazione dell’altro e della diversità e la fiducia.

Dopo la scomparsa di Willy, infatti, i tre amici, il fratello e la madre del ragazzo, aiutati dallo sceriffo Hopper, non si danno per vinti e iniziano a cercarlo. Si confronteranno con avvenimenti bizzarri, terrificanti e illogici che rischieranno in più occasioni di mettere in discussione la loro capacità di giudizio e metterli gli uni contro gli altri. Tuttavia, il conflitto non porterà mai i protagonisti a voltarsi le spalle o a separarsi.
Al gruppo, si aggiunge la ragazzina fuggita dal laboratorio e che dice di chiamarsi Undici (numero che ha tatuato su un braccio), la quale sembra avere il dono di riuscire a spostare le cose e le persone con la forza della mente. Undici sa parlare poco ed è evidentemente terrorizzata da qualcosa ma Mike sceglie comunque di accoglierla in casa sua, all’insaputa dei suoi genitori, per proteggerla da ciò che la spaventa. Gli amici, all’inizio, sembrano intimoriti dalla nuova arrivata ma scelgono comunque di dare fiducia a Mike e proteggere la giovane.

La serie mette bene in evidenza quanto le relazioni interpersonali siano forti nel regolare i comportamenti delle persone. Ogni avvenimento, infatti, è la conseguenza finale di un atto di fiducia, di lealtà, di accettazione e cura. Gli scontri ci sono, e spesso sono anche molto forti, fino ad essere violenti; tuttavia, la volontà di comprendere, la capacità di leggere i contesti e legarli ai comportamenti delle persone, la solidità dei rapporti, fa sì che ci sia sempre una coesione di fondo che, anche nei momenti di grave pericolo o di emergenza, porta le persone ad agire sempre sulla base della solidarietà e di un bene comune.
La serie, in altre parole, fa vedere cosa succede quando ci si trova in situazioni assurde, rischiose e pericolose che però vengono vissute con quelle che si considerano delle basi sicure.
Emozionanti e nostalgici i momenti di comunicazione fra i personaggi, che ci fanno rivivere quel passato che sembra tanto lontano, fatto di telefoni fissi, walkie talkie e walkman.
In quest’atmosfera anni ’80, fatta di abiti e automobili in linea con il periodo, non poteva mancare la musica dell’epoca, con una fantastica colonna sonora dei Clash. E in effetti, se sceglierete di guardare questa bellissima serie, comprenderete come la frase Should I stay or should I go non potrebbe essere più azzeccata per descriverla.

Vi consiglio Stranger Things, non solo per il piacere di guardare una serie bella ma anche per prendere qualche spezzone da utilizzare in aula quando parlate di emozioni primarie e stili comunicativi.
Ah! Per chi come me è amante dell’horror, Mike, è interpretato da Finn Wolfhard, il Richie della nuova versione del film It.

Luisa Fossati

Luisa Fossati

Psicologa del lavoro e psicoterapeuta. Coniuga il lavoro con i test, occupandosi della Ricerca & Sviluppo in Hogrefe Editore, all’attività libero professionale con aziende, individui e coppie.

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2 thoughts on “Stranger Things”

  1. Grazie Luisa dell’articolo. Ho visto le due stagioni e attendo con impazienza l’arrivo della terza a luglio 2019. Vero che vengono analizzati e narrati sentimenti, relazioni e virtù morali nel contesto di una cornice avvincente. Usarlo in aula per la formazione? Chissà… ma bisognerebbe a livello tecnico aver i file o i dvd… per ora la possiamo vedere in Netflix.

  2. Caro Paolo, anche Io sto aspettando la terza serie 🙂 Non vedo l’ora. Quando sarà legalmente scaricabile o uscirà il dvd chissà che non ci scappi qualche esercitazione in aula. Ciao!

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